Kings of Leon

15 febbraio 2009

Il futuro arriva da Nashville. La città del country e della Gibson. Proprio dalla nota città del Tennessee, culla del passato musicale storico degli Stati Uniti, arriva la band più interessante del momento. E probabilmente dei prossimi dieci anni. Si chiamano Kings of Leon. Tre fratelli e un cugino. Tutto in famiglia. Caleb, Nathan, Jared e Matthew Followill. Stanno letteralmente dominando le chart britanniche e australiane con il loro ultimo lavoro “Only by the night”, uscito 4 mesi fa. Per dare un’idea nel 2008 nel Regno Unito hanno venduto più dei Coldplay. In Australia e Nuova Zelanda sono i più venduti negli ultimi 3 anni. La band, nata nel 2000, è il frutto soprattutto della personalità dei tre giovani fratelli Followill (tutti sotto i trent’anni di età), cresciuti in giro per il centro e il southeast degli Stati Uniti, tra Tennessee, Okhlaoma e Missouri, al seguito del padre Leon, pastore pentecostale. Padre a cui è chiaramente dedicato il nome del gruppo. In un’intervista i fratelli hanno affermato sorridendo il grande influsso dell’educazione religiosa e del Jack Daniel’s (prodotto tipico del Tennessee). Ciò a evidenziare le contraddizioni e la particolare formazione della band americana. Che sul suolo natio non ha ancora sfondato, ma riteniamo non tarderà a farlo. I Kings of Leon provengono sicuramente da un background southern rock (le origini geografiche sono forti) e sicuramente nei primi due album forte era l’influsso di gruppi storici come Allman Brothers (suono, barbe e baffi erano tremendamente simili) e Creedence. Sostanzioso anche l’influsso garage, anch’esso attenuato nell’ultimo lavoro “Only by the night”,e addolcito per far posto a un rock energico, ma allo stesso tempo pulito e maturo, anche grazie alla sapiente produzione di un uomo storico di Nashville, Angelo Petraglia, noto produttore, che ha sicuramente saputo costruire un moderno wall of sound, che fonde suoni in stile U2, Strokes e Radiohead. I fratelli Followill citano fra i propri ispiratori Joy Division e Cure, e insieme ai My morning jacket rappresentano sicuramente la novità più interessante del panorama alternative-rock americano. La voce roca e straziante di Caleb Followill ondeggia sul tappeto di chitarre e basso ritmico nella meravigliosa Sex on fire, probabilmente il miglior pezzo rock di tutto il 2008. già singolo d’apertura dell’album. Tra gli altri brani dell’album citiamo Use somebody, con svisate molto in stile U2 e Crawl con reminescenze zeppeliniane. In Italia sono ancora relativamente poco conosciuti (purtroppo nessuna data live prevista quest’anno) ma nell’ultimo mese pare che alcune radio nostrane (Virgin e Deejay) li stiano scoprendo inserendoli in heavy-rotation. In Inghilterra sono già sold-out tre date consecutive all’O2 Arena di Londra (20000 posti a sedere)per il mese di Giugno e in Australia i biglietti sono quasi esauriti. E non solo impatto commerciale stanno avendo i ragazzi del Tennessee. Il successo di critica è ottimo (la rivista Rolling Stone è entusiasta) e Only by the night si appresta a diventare uno dei migliori album del 2008. Un album che verrà sicuramente considerato come rappresentativo di questo decennio, c’è da starne sicuri. Sono lontani i tempi i cui la famiglia Followill suonava in garage nella campagna americana. E lontani sono pure i tempi in cui aprivano i concerti di Strokes e U2. Ora intere arene attendono solo loro. E il clamoroso successo del festival di Glastonbury 2008, in cui i Kings of Leon erano l’header band, non fa altro che confermarlo. I figli del pastore pentecostale ne han fatta di strada.

(Pubblicato sulla Voce di Romagna del 15 Febbraio 2009)

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