Romanzo Criminale. La serie

10 marzo 2009

C’è una scena meravigliosa in uno degli episodi di Romanzo Criminale-La Serie, andati in onda questi due mesi su SKYCinema e tra poco sulle reti Mediaset: la banda della Magliana, appena formata, deve cominciare a imporsi con forza nella città di Roma. Per raggiungere ciò deve fare piazza pulita di tutti i piccoli e medi spacciatori che infestano la capitale e sostituirsi ad essi. Con il sottofondo di Figli delle stelle di Alan Sorrenti assistiamo a una rapida carrellata di violenze, efferatezze e ammazzamenti. Il montaggio serrato, la violenza inaudita, contrapposta alla spensierata melodia anni ’70 creano un contrasto forte, tagliente, scorsesiano nella forma. Una piccola scena, di due minuti appena, ma che basta a rendere subito l’idea dell’ottimo lavoro fatto dalla produzione e dal regista Stefano Sollima. Un prodotto pregiato, curato nei dettagli, 12 puntate in cui si ricostruisce la Parte Prima si un capolavoro della letteratura italiana contemporanea : appunto Romanzo Criminale di Giancarlo De Cataldo.
Il film per il cinema, uscito quattro anni fa, pur ottimo nella direzione di Michele Placido, era solo una sintesi, di valore, del romanzo stesso. Ma al confronto con l’opera di De Cataldo perdeva tutta la complessità dell’intreccio narrativo che solo nel libro veniva sviluppata a fondo. La serie TV odierna si è riproposta di dissotterrare , di riportare alla luce quei missing files, i frammenti perduti, non trattati nel film, incapace di raccogliere il traboccante e abnorme soggetto del libro. Compito sì riuscito, ma probabilmente non del tutto. Alcuni frammenti vengono recuperati, alcuni stralci sono addirittura del tutto inediti. Ma il livello di introspezione raggiunto nelle descrizioni dei personaggi da parte di De Cataldo nel libro non viene raggiunto nella serie TV. Che è perfetta sì nella ricostruzione d’epoca (vestiti, automobili, interni, pettinature sono straordinari nella caratterizzazione) nella scelta delle musiche (da Califano ai Bee Gees passando per Vasco e le Labelle) nella regia (Scorsese è tra i modelli, ma anche la serie americana Sopranos) e nella scelta di alcuni giovani attori italiani (faranno strada i tre protagonisti Libanese, Dandi e Freddo, e bravi anche alcuni caratteristi della scena teatrale romana). Meno entusiasmanti alcuni momenti di sceneggiatura che si rifanno un po’ troppo a una certa fiction all’italiana e la scelta della nota Alessandra Mastronardi: troppe smorfie in stile amici di Maria de Filippi, e fa temere da un momento all’altro la comparsa di un membro della famiglia Cesaroni. Ma il risultato finale è buono, e si esprime in uno dei migliori lavori di fiction nel panorama italiano degli ultimi dieci anni.
E soprattutto dà forza alla teoria per cui Romanzo Criminale, l’opera letteraria, è destinato a rimanere un capolavoro della letteratura italiana contemporanea. I figli dei nostri nipoti lo studieranno a scuola, se ne può star certi. L’opera ha la forza bruta di un romanzo di Ellroy, l’impatto emotivo di un libro di DeLillo. E l’infrastruttura narrativa va a riempire i buchi della Storia, con la S maiuscola, in un susseguirsi in cui la fiction si mescola alla realtà e viceversa, e dove i buchi neri della cronaca e della politica di quegli anni (e che anni! Dal 1977 al 1992) vengono riempiti, colmati in maniera sempre accennata, mai rivelata apertamente: l’omicidio Pecorelli, il rapimento e omicidio del barone Grazioli Lante della Rovere, la strage del rapido 904, la gambizzazione del vicedirettore del Banco Ambrosiano Roberto Rosone, il caso Moro. Affiora la Storia, crudele e inevitabile, nelle pagine del libro. La storia segreta e scomoda di un paese chiamato Italia. In un vero e proprio Italian Tabloid (regge il confronto con l’American Tabloid ellroyano). Ben venga allora la serie TV se stimola la riscoperta, spesso tragica, del nostro passato prossimo. E la voglia di documentarsi e informarsi su quel periodo. La fiction può far pensare. Si spera possa capitare un po’ più spesso.

(Pubblicato sulla Voce di Romagna del 25 Gennaio 2009)

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