Ragazza fighetta

16 luglio 2009

La “ragazza-fighetta” (il termine è molto rivierasco, forse volgare, ma insostituibile per circoscriverne la tipologia) è una categoria speciale. Di solito è bella, elegante, ha delle amiche “che sono troppo delle pazze” (lei stessa lo afferma). Spesso è riccionese, ma può abitare in qualunque borgo o città. Veste molto firmato, cura fin troppo il suo aspetto, ha un taglio di capelli all’ultimissimo grido, è trendy insomma, sofisticatissima. Possiede un insano istinto feticista per l’accessorio (che sia la borsa, l’IPhone, il bracciale o il fidanzato), e una spiccata sensibilità per l’evento mondano. La noti in discoteca per il portamento fieramente distaccato, l’atteggiamento disinvolto e soprattutto per il fatto che non ti caga di striscio. Alla Villa Delle Rose lei ha sempre il tavolo con gli amici (in fondo andare in discoteca senza tavolo non è la stessa cosa), balla in piedi sul divanetto, e sorride cupidamente all’arrivo della bowl di frutta con bengala acceso nel ghiaccio. E’ identica alle sue amiche (questa tipologia solitamente si muove in folti branchi). Fatichi a distinguerla dalle sue simili, se non fosse per il pratico codice a barre che porta sul pancino o sull’osso sacro oppure sul polso: un piccolo tatuaggio. Grazie a quello puoi fortunatamente distinguerla, utilizzando un lettore ottico, seduto alla cassa del supermercato della vita. Lei in fondo è un affascinante cyborg costruito in serie, un droide protocollare griffato Luis Vuitton, progettato da Victoria’s Secret, implementato Christian Dior. Si formatta osservandosi avida allo specchio mentre fa GAG in palestra, si deframmenta guardando Uomini e Donne ogni pomeriggio dalle 14 e 50 sul divano. Usa il cellulare come periferica di output, come prolungamento ideale di se stessa, come Bluetooth dei suoi pensieri. Spesso il suo idolo è Paris Hilton (famosa per essere ricca sfondata, e per essersi esibita in un noto filmato in cui dissertava sulla pregnanza ontologica del risucchio idraulico con vuoto pneumatico). Se guardi le sue foto ha sempre la testa piegata di lato (come a ricercare una geometria perduta nell’aria). Lei e le sue amiche sembrano essere uscite tutte da un’unica accademia della bellezza, una cantera catalana del portamento, una Masia del modo di vivere. Ma il risultato, in una metafora calcistica, non è lo stesso prodotto dall’accademia calcistica del Barcellona (appunto la cantera) trionfatore in Champions League. Manca quell’allegria, quella freschezza, quella rapidità di tocco. Piuttosto, lei e le sue amiche assomigliano al Manchester United sconfitto proprio in finale dagli spagnoli: hanno l’occhio opalino triste di Rooney, il carisma flaccido di Van der Sar, la superba prosopopea stilistica di Cristiano Ronaldo. Sono spente. Sconfitte. Forse sotto la pelle i microchip sono freddi.

(Pubblicato sulla Voce di Romagna del 8 Giugno 2009)

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One Response to “Ragazza fighetta”

  1. il Libanese Says:

    Freddo farai strada…


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