Le sei e trentuno. Un mattino

20 luglio 2009

Poi, un giorno hai deciso di correre veloce come lei. Le ti sei inginocchiato di fianco, ai blocchi di partenza di una corsa chiamata amore (lo pensavi). Nel momento in cui lo starter ha sparato in aria hai capito che non avevi una sola speranza. Lei aveva gambe lunghe, come Usain Bolt. Lei aveva una frequenza di passo più veloce della tua. Lei correva i 100 metri in 9′ e 70” allargando le braccia, rialzandosi superba sul traguardo, irridendo, inconsapevole dell’irrisione, i poveri avversari. E tu dietro, contratto nei movimenti, che arrancavi.
Hai provato a chiederle come faceva, caspita, a mettere quelle navi in bottiglia. Lei, in una raro momento di raggiungibilità, te lo ha spiegato. Tu non c’hai capito niente.
Hai provato ad entrare nel raggio d’azione del suo radar. Non sapevi che la visione periferica non era il suo forte.
Le hai chiesto: “Perchè sei così irraggiungibile?”
Lei ti ha risposto come fanno gli oracoli. Con un’altra domanda: “Lo credi davvero?”
Tu allora le hai fatto una domanda attraverso una risposta: “Forse non ho gambe lunghe come le tue”.
A quel punto lei ti ha osservato dura, inconsapevole della durezza. Ha abbozzato tenera, inconsapevole della tenerezza. Una risposta che era definitività allo stato puro.
Tu hai deciso che avresti provato a tenerle testa.
Comunque.
Come in una gara di Formula 1 in cui sei destinato a essere sconfitto con gloria. Non sapevi che avresti perso rapidamente aderenza in una curva veloce, per tenere il suo ritmo.
Come Ayrton Senna, le tue speranze si sono schiantate sul muretto del Tamburello. Lo sterzo rotto nelle mani. Il sogno che finisce.
La testa reclinata di lato.

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One Response to “Le sei e trentuno. Un mattino”

  1. giacomino Says:

    ciao mr. breez…
    non è proprio un “donne e motori”…ma il paragone femme fatale e sport sai bene che mi trova alquanto concorde e decisamente interessato…
    complimenti per il blog -ho letto un pò di articoli- e per la penna che, che a mio modestissimo parere, mi sembra ispirata, dinamica e ovviamente ricca di conoscenza: un mix di pop-music (quella di qualità, non parlo di robe commerciali..) e di blues (..quella black…da schiavo dei cotton fields…)… 🙂
    con calma mi leggo meglio anche gli altri scritti… intanto ancora complimenti e continua a tenerci informati sulla biologica e bioetica evoluzione, naturale e non, della creatura più complessa e affascinante che abbia mai abitato questo globo terracqueo…la donna…

    P.S.: ..a proposito…ottimo sulle bionde….tutto correttissimo….ma sai com’è…se ti guardi intorno ormai le more scendono con costanza sotto il muro dei “dieci netti”… quindi mi aspetto qualcosa anche se di loro…


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