Bionda

23 luglio 2009

Per analizzare la fenomenologia della ragazza bionda bisogna fare un grosso balzo cronologico a ritroso nella storia dell’uomo. Bisogna tornare all’anno 10000 a.C. L’era glaciale è appena finita. In una pianura dell’Europa centro-settentrionale sta per accadere qualcosa di straordinario. Due uomini “sapiens sapiens” vagano casualmente sull’erba fresca. A un certo punto dinnanzi a loro, a una certa distanza, scorgono una tenue figura femminile. Presenta una criniera chiara sulla testa. Una lanugine dorata. I due uomini non lo sanno, ma quello è un momento storico. L’epopea della bionda incomincia in quel freddo pomeriggio postglaciale, in quella desolata landa mitteleuropea. Per un’imprevedibile anomalia genetica i capelli della donna risultano assumere quel colore chiaro. Una carenza di pigmento scuro, l’eumelanina, afferma la scienza, fa sì che questa progenitrice di Ursula Andress possa fregiarsi del titolo di prima bionda della storia. Scherzo cromosomico, modificazione evoluzionistica, adattamento alla selezione. Non sapremo mai con precisione il perchè della sua venuta alla luce. Ma possiamo chiaramente constatarne gli effetti. Rivoluzionari. Abbacinanti. Dodicimila anni dopo, bionda è aggettivo qualificativo che non si può non associare a una ragazza. E’ sostantivo che non può che richiamare alla mente immagini sensuali. La Barbie è bionda. Pamela Anderson e le bagnine di Baywatch sono bionde (sono, non erano, perchè icone rimangono, santini laici adolescenziali permangono in eterno). La playmate del mese su Playboy, se non è bionda non è la stessa cosa. Martina Stella che, diciottenne fa perdere la testa a Stefano Accorsi nell’ “Ultimo Bacio” , non poteva che essere meravigliosamente bionda. La svedese, che negli anni Sessanta ha fatto innamorare tuo padre sulla riviera romagnola, aveva proprio quell’ammorbante capigliatura bionda. E poi Marylin e Brigitte Bardot. Miti della modernità. Non si può negare. La selezione naturale non mente mai. Probabilmente la bionda ha qualcosa in più. Al suo passaggio riesce a ricreare quella sospensione dell’incredulità per cui ogni uomo non può fare a meno di girarsi verso di lei, alla ricerca del suo volto. Il solo elemento del capello biondo risulta un atavico richiamo per la sensibilità maschile. E’ bellezza racchiusa in alleli impazziti, ricombinazione genetica seducente. Dei suoi capelli si può misurare la finezza con un calibro di precisione, scansionarne la fragilità e allo stesso tempo la robustezza solare. Come in uno spot del Johnson’s shampoo, all’apparizione della bionda, lo schermo si illumina di una luce accecante, i suoi capelli balsamici ondeggiano come un campo di grano scosso dal vento. In sottofondo puoi ascoltare Be my baby delle Ronettes. Un rigurgito di anni Sessanta ti entra nelle orecchie. Ecco, ora i ragazzi possono incominciare ad azzuffarsi per lei. I due uomini del 10000 a.C. ancora non hanno smesso di farlo.

(Pubblicato sulla Voce di Romagna del 29 Giugno 2009)

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One Response to “Bionda”

  1. Marco Zucconi Says:

    Semplicemente complimenti! Veramente carina


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