Wikipedia

17 settembre 2009

Se volete saperne di più a proposito di un argomento, di qualcosa che ha stuzzicato la vostra curiosità, cosa fate? Andate a pigliare la vecchia enciclopedia appartenente ai vostri padri, o fate un salto sul portatile e andate a consultare Wikipedia? Probabilmente sceglierete la seconda opzione. E se avete meno di 25 anni non contemplerete neanche per un attimo la prima scelta. Forse non sapete neanche cosa sono quei tomi in cima all’ultimo scaffale in sala, il termine enciclopedia l’avete studiato a scuola, una cosa antica. Wikipedia domina il mondo della conoscenza attuale. Se sei un giornalista, e vuoi saperne di più su un argomento di cui vuoi scrivere, la consulterai di certo. Gli accademici si arrabbieranno, i professori un po’ più anziani vi rimprovereranno. Voi andrete lo stesso su Wikipedia. Che è la Bibbia mondana del sapere moderno, l’atlante superficiale dell’onniscienza. La democratizzazione del sapere che si concretizza. Coi suoi pro e contro, ovviamente. Sapete come funziona? Semplice. Fai un clic sul computer, consulti la voce da te scelta e se pensi di saperne qualcosa di più puoi modificarla. La modifica sarà istantanea, momentaneamente incensurabile. Come aprire l’enciclopedia cartacea di Diderot e D’Alembert (gli autori della prima vera enciclopedia), prendere la penna, tirare una riga sulla voce, e scriverci qualcosa in più o correggerla. E quello che hai scritto varrà per tutti, comparirà sulle pagine di tutti. E questo varrà anche per chi verrà dopo di te. La voce potrà essere modificata infinite volte da un infinito numero di utenti. Democrazia totale, diretta, anzi direttissima. Gli eventuali errori (volontari o no) verranno poi scoperti e dal popolo di Wikipedia stesso, che automaticamente, li correggerà, in un flusso correttivo secondo il quale se un numero x di utenti consulta una determinata voce quella viene corretta dalla collaborazione tra gli utenti stessi, dal momento che qualcuno, tra quelli, riconoscerà l’errore. Dati sufficienti occhi, tutti gli errori sono superficiali, è un assioma discutibile, ma pare che sia efficace. E’ la conoscenza che parte dal popolo, dal volgo, che proviene dalla periferia, è un sistema decentrato in cui la spinta parte dal lato (anzi da infiniti lati puntiformi), attraverso la collaborazione inconsapevole degli utenti/autori (per la prima volta chi consulta allo stesso tempo può contribuire alla formazione del sapere stesso). E’ anarchia gnoseologica, autodisciplina allo stato puro (tuttavia esistono degli amministratori che controllano le voci più controverse e più soggette a modifiche, ma questa è l’eccezione che conferma la regola). Da una prospettiva quasi filosofica viene da chiedersi: ma una cosa è vera se proviene da una fonte il cui curriculum sia autorevole (enciclopedia classica) oppure se proviene da una fonte esaminata da centinaia di migliaia di persone (con capacità di commentare) e sia sopravvissuta? Insomma la Verità (forse la maiuscola è eccessiva) proviene dall’alto, dal sapiente, dall’assoluto potremmo dire, o proviene dal basso, dalla sommatoria di tante mediocrità, da infiniti e reciproci feedback tra infimi mortali? La risposta non potrà nascondere le convinzioni filosofiche o religiose dell’interrogato. Wikipedia ovviamente è l’estrinsecazione della seconda opzione, della repubblica semi(in)controllata del sapere, della comune della scienza, dove il primo che capita o si alza la mattina può dire quello che vuole e, almeno per pochi secondi, quello che ha detto è Verbo, Verità. Questo è chiaramente il rischio e il lato negativo dell’intero sistema. Ma la somma degli utenti andrà a produrre qualcosa che alla verità si avvicina, il lavoro collaborativo a formare un processo evolutivo, una sorta di darwinismo sociale in cui la selezione naturale (operata dagli utenti) definirà, scolpirà a piccoli colpi di scalpello la verità più verosimile. Probabilmente non la verità assoluta, bensì un anelito, una tensione asintotica verso essa. Quindi non certo un sapere approfondito, che scava nella profondità (per quello è ancora necessaria una vera enciclopedia), bensì un sapere che scivola in superficie, prodotto in maniera anti-elitaria, utile per qualche informazione grossolana ma, si spera, certa. Le fonti utilizzate per questo articolo son state prese proprio da Wikipedia.
Potreste far bene a dubitare di quello che avete letto.

(Pubblicato sulla Voce di Romagna del 9 Settembre 2009)

Annunci

One Response to “Wikipedia”

  1. Il Libanese Says:

    Questo tipo di verità mi fa un po’ paura. Qualsiasi cosa diventa vera quando la maggioranza degli utenti la ritiene tale. Il resto viene cancellato, per sempre: non c’è e quindi non esiste. Ma allora, in mondo virtuale del genere, come possono ad esempio nascere o crescere le scoperte scientifiche? Spesso queste sono inizialmente non riconosciute e respinte dalla maggioranza della comunità scientifica. Oggi per esempio sappiamo (o così ne siamo convinti) che gli uccelli si sono evoluti dai dinosauri.Teoria nata nell’ottocento di cui molti naturalisti ne erano convinti (su tutti Thomas Henry Huxley, grande amico di Darwin) ma che a fine secolo era considerata superata e quindi, secondo il “Moloc Wikipediano”, cancellabile.
    Wikipedia è utilissima, ma la vecchia enciclopedia è ancora sopra la mia scrivania.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: