Io mi sarebbe piaciuto essere ventenne negli anni Novanta

18 ottobre 2009

Io mi sarebbe piaciuto essere ventenne negli anni Novanta. Lo dico così, sgrammaticato. E’ stato il tormentone di una serata al Velvet. Da pelle d’oca. Piccola guida non esaustiva. Dedicata a chi ieri sera al Velvet c’era. E anche a chi non c’era (non sa cosa si è perso). Gli anni Novanta sono il naturale prosieguo degli Ottanta, nella superficialità e nel dominio assoluto dei media (in particolare la TV). Internet sta nascendo in qualche università californiana (cambierà irrimediabilmente le nostre vite), il personal computer comincia a diventare un accessorio presente nelle nostre case. Tutto comincia a digitalizzarsi, a smaterializzarsi (solo nei 2000 avverrà completamente). La cultura del wellness comincia a farsi strada nel modo di vivere delle persone (qualcosa del genere era già cominciato ad accadere nel decennio precedente). Le top model diventano star assolute, modelli di vita da idolatrare e (cosa impossibile) da imitare. Claudia Schiffer, Naomi Campbell e le riviste di moda spopolano. La pubblicità diventa il motore trascinante della TV, gli spot diventano piccoli film, grandi registi vengono chiamati a dirigerli. Probabilmente è l’unico decennio spensierato della storia dell’uomo. La Guerra Fredda è terminata con la caduta del Muro, la paura del terrorismo riesploderà un pomeriggio di settembre del 2001. In mezzo dodici anni di tenera bambagia interrotta da una lontana guerra del Golfo, l’AIDS che ci spaventava in un terrificante spot televisivo (una ragazza con gli occhi bianchi, io ero bambino, non capivo), la rilassatezza dell’amministrazione Clinton (a pensarci adesso sembrano passati milioni di anni). Musicalmente è un decennio attraversato dalle morti di Freddie Mercury (l’AIDS esiste davvero) e di Kurt Cobain (l’esplosione del proiettile uscito da quel fucile nella sua bocca è il bagliore più forte e simbolico di quel decennio). Il grunge ne dominerà la prima metà (solo i Pearl Jam sopravviveranno, che Dio li benedica), il brit pop monopolizzerà la seconda: il dualismo Blur/Oasis (Damon Albarn contro i fratelli Gallagher, è tutto finito) dominerà le classifiche, ma il capolavoro del decennio ce lo regaleranno i Verve. Il loro Urban Hymns (1998) chiude gli anni Novanta con una lettera maiuscola assordante .Se non l’avete, andatevelo a prendere in un negozio di dischi (se non sono già falliti). I Take That le Spice Girls e i Backstreet Boys ammorberanno quel che resterà del panorama musicale (ieri sera alla festa anni Novanta al Velvet abbiamo cantato tutti e tremila I Want It That Way a squarciagola, non me lo sarei mai aspettato, la conoscevamo tutti a memoria, ci è venuta la pelle d’oca a tutti senza che ce ne rendessimo conto, insomma io li odiavo ma loro mi hanno plasmato). Il cinema sarà contraddizione allo stato puro. Da una parte Jurassic Park e Indipendence Day (chi era bambino sognava ad occhi aperti all’uscita del cinema, e non solo), dall’altra Schindler’s List e Philadelphia. Due anime che possono conciliarsi solo nel Decennio Della Serenità. Dieci anni in cui si incomincia a cliccare, a navigare non più solo in acqua, in cui la sera si guarda assieme Beverly Hills 90210, Friends, Baywatch e Willy il principe di Bel-Air e si indossano inguardabili e sgargianti maglioni, e variopinte camicie extralarge. Quando desideravamo uscire in locali chiamati Peach Pete o Central Perk. Quand’eravamo tutti sereni, o pensavamo si esserlo. Invece l’innocenza la stavamo già perdendo. Ce ne saremmo accorti presto. Io l’ho capito ieri sera ascoltando Mmm Bop degli Hanson, pensa un po’! Io mi sarebbe piaciuto essere ventenne negli anni Novanta.

Annunci

2 Responses to “Io mi sarebbe piaciuto essere ventenne negli anni Novanta”

  1. Dandi Says:

    un decennio che per lunghi tratti abbiamo criticato, e una serata ci fa ritornare spensierati come lo eravamo da bambini a giocare a pallone sulla strada e in mezzo alle macchine..

  2. Il Freddo Says:

    Grande Marco, grande serata e grandissimo decennio ormai così lontano. Aggiungo solo che un altro momento da brividi è stato il coro unisono sulle note di come mai degli 883.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: