Rieccoli, i Novanta

16 ottobre 2010

L’antefatto è breve e sfuggente, come un’epifania: ci sono duemila ragazzi, forse di più, c’è un club riminese, le casse sparano in breve sequenza Come Mai degli 883 e I Want It That Way dei Backstreet Boys, apparente eresia a raccontarla così su due piedi, eppure i duemila (forse di più) si guardano negli occhi, sorridono, cantano a squarciagola – i ragazzi, cantano insieme, come nei sabati sera ordinari non avevano mai fatto. L’evento si chiama Retropolis, il luogo è il Velvet (www.velvet.it), il meridiano e il parallelo flirtano e si incrociano su Rimini, quella era una notte del 2009, stasera si replica, ma non è mai la stessa cosa. Prendete Inception e trapiantatelo nel mondo dei ricordi, pigliate un po’ di musica saldata a qualche immagine del decennio caldo dell’innocenza, ribaltate i piani temporali, invertite l’inerzia del tempo: questa sera ritornano i Novanta, e ci mancavano parecchio. Come a dire: Trainspotting e Pulp Fiction, Spice Girls e All Saints, Gullit e Van Basten, Beverly Hills e Melrose Place, ci aggiungiamo il Karaoke e Mai Dire Gol al suo apogeo, Alberto Tomba e Pauli Accola su una pista nera ghiacciata. Il revival come non si era mai visto, anche perchè non trattasi di reinvenzione del medesimo, bensì di recupero ponderato (con tanta anima) della decade del sogno. Che porta in esergo il trapasso generazionale (per molti di noi) dalla fanciullezza alla consapevolezza del mondo. Come dice l’amico Lappa “stasera bagarre a volontà, ma con ricerca, provocazione dal gusto post-retrò reinterpretata dallo stesso pubblico a modo suo. Attenzione maniacale e conoscenza enciclopedica del periodo (’80 e ’90 e anche Vintage, nelle tre declinazioni possibili): questo ha reso il Retropolis il principale evento di clubbing retrò del panorama italiano”. Capovolgendo la prospettiva: stasera esci, fai a cazzotti con Liam Gallagher – e non ti preoccupare perchè poi arriva rapido in soccorso Damon Albarn dei Blur a darti una mano – prendi qualche spallata da Richard Ashcroft dei Verve, saluti la barba sfatta di Kurt Cobain, scambi due battute (e basta) con Ewan McGregor, flirti amabilmente con Brenda di Beverly Hills, bevi uno shortino con Geri Halliwell da una parte e Chris Cornell dall’altra. Ovvero, seduta psicanalitica di gruppo con squarcio luminoso sul decennio più sereno, pop e trash della storia. Il Muro è caduto, Osama Bin Laden è ancora un pastore annidato sui monti dell’Afghanistan, Bill Clinton amministra la nazione più grande del mondo e il suo problema più grande è una stagista ventiduenne, i Radiohead spaccano il mondo con Ok Computer, i Verve ci fanno ribaltare sulla sedia con Urban Hymns, noi bimbi dell’anno domini 1993 accorriamo al cinema e sogniamo con Jurassic Park (voi bimbe ci rispondete quattro anni più tardi con Titanic), mentre Roby Baggio l’anno successivo redistribuisce l’entropia del pianeta in un mondiale di calcio americano che sancisce la vittoria della sconfitta, il trionfo del gesto supremo, atrocemente bello e inutile. Noi indossiamo tutti camicie sgargianti e fantastichiamo di uscire in locali che si chiamano Peach Pete e Central Perk. E la domenica tutti all’Aquafan. Guardate il riflesso nel vetro, se avevate 14 anni nel ’98, avete comprato Left Of The Middle di Natalie Imbruglia e vi eravate innamorati della ragazzotta australiana che nel video di Torn limonava con quell’odioso bellimbusto. Tornando a stasera: la formula è la solita, si apre con un misto tra Matricole e Meteore (alle undici e mezza si esibiscono live gli Alcazar, sì quelli di Crying At The Discoteque) poi a mezzanotte e mezza “Back In The 90’s”, il deejay-set che inneggia alla mescolanza musicale totale, una selezione accuratissima di quel decennio. Desideri, volutamente sghembi, per la serata: Born Slippy degli Underworld obbligatoria, My Hero dei Foo Fighters (non la metterete mai), Nella Notte degli 883, poi vabbeh Narcotic dei Liquido chettelodico a fare, Mmm Bop degli Hanson, le sigle di Friends o di Baywatch, su maxischermo che staremo tutti a guardare col naso all’insù – ragazza diciannovenne, se poi ti innamori mentre scorre Mmm mmm mmm dei Crash Test Dummies non dire che non te l’avevo detto.
I ricordi che bordeggiano gli argini del tempo, poi straripano, dilagano, inondano l’aria bollente circostante, la reificazione del flashback che taglia come una lama i pensieri, contano solo il Qui e l’Ora, non il Perchè, migliaia di camerette che si incrociano ed uniscono in una sera, chiamali ricordi o se vuoi emozioni o semplicemente la smagliatura della realtà – il bisturi conficcato nello spazio-tempo fiocina e ribalta la pelle ai minuti. Guarda, ci sei te bambino dentro.

(Pubblicato oggi sulla Voce di Romagna)

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4 Responses to “Rieccoli, i Novanta”

  1. Sberla Says:

    I said maybe
    You’re gonna be the one who saves me
    And after all
    You’re my wonderwall

  2. Sberla Says:

    da brividi…


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